Le avventure di Zoè
un asino, un “ciuccio”…
Il progetto nasce in seguito all’esperienza di ViaggioLento (viaggio a piedi in compagnia di un’asina, intrapreso lo scorso giugno nel Parco del Pollino calabro e di cui a fine testo maggiori informazioni**). Del cammino intrapreso restano i ricordi, gli apprendimenti e le immagini fotografiche che vorrei proporre come “racconto di viaggio”. Considerando l’essenza stessa del viaggio: cammino di esperienza, possibilità di crescita (per chi lo vive e per chi ne “legge il diario”).
Spettacolo breve: "le avventure dell’asino Zoè". Un asino, un "ciuccio"...
No, non un asino vero ma un asino a 2 zampe a cui sono cresciute le orecchie lunghe. Un asino lavoratore ed umile di cuore che porterà chi ascolta a credere negli… asini che volano!!! Ponendo l’accento sull’importanza di prendersi cura e di alimentare i propri sogni e i desideri individuali.
“Guarda un ciuccio che vola”. Famoso proverbio!
Parole mai comprese fino a questo momento, dice Zoè, d’altronde nel mito a volare è Pegaso, il cavallo alato; e anche gli altri della sua specie, pur senza ali, per un attimo vivono l’illusione del volo con i quattro zoccoli staccati da terra.
Questo non capita a me che galoppo di rado e in modo goffo.
Però… anche io posso volare! E’ vero il proverbio…
E non vuole, a mio avviso, descrivere il bambino credulone, tutt’al più quello in grado di vedere...nel profondo del suo cuore!
Si, io volo (dice Zoè)!
Volo esprimendo il bisogno dell'uomo di CREDERE, di SOGNARE, di SPERARE. D'altra parte, l'uomo non ha sempre desiderato volare? Vincere la forza di gravità che lo ancora a terra. Sfidare i limiti imposti dalla fisica. Vola il trapezista nel circo, l'atleta nel salto, il ballerino nel volteggio. Vola infine l'uomo, aiutato dalla scienza, con le macchine volanti. Ma soprattutto vola con l'immaginazione e osa l'impossibile, intravedendo cose che non vedrebbe altrimenti.
Sì, spalancate gli occhi per vedere…gli asini volare!
E’ questo ciò che suggerisce Zoè nell’ultima delle sue avventure…
Al termine delle favole gli spettatori verrano invitati a visitare la mostra fotografica di ViaggioLento (differentemente allestita in base al luogo che la ospita), come se si dovessero mettere di per se stessi in viaggio...
“Tappa finale” un momento conviviale (il cibo ha connotazioni archetipiche che vanno oltre l’ambito nutrizionale. E’ scambio, è condivisione).
A chi è rivolto: a piccoli e meno piccoli con la voglia di ascoltare.
(Numero minimo 10 partecipanti. Numero massimo 30 partecipanti).
Durata: 1 ora.
Dove: nei luoghi che ne faranno richiesta (scuole, case, cortili, piazze...). Meglio se raccolti e silenziosi, si preferisce non usare amplificazione.
Costi: 100 euro (da escludere a tale cifra: materiali eventuali, spese per il cibo utilizzato nello spettacolo, spese di viaggio).
Contatti
Roberta Viggiani – 3334722342 – info@movimentozoe.com
**Di seguito le motivazioni che mi hanno spinto a presentare questa proposta e l’abstract del ViaggioLento intrapreso nel Parco del Pollino.
(Nota di Roberta Viggiani).
All'Asino è toccata, negli ultimi anni, l'etichetta del diverso. Da sempre stigmatizzato come espressione della stupidità. Quello di essere un animale di secondo ordine. Ignorante, dubbioso, goffo, con le orecchie troppo lunghe per essere un cavallo e il passo troppo corto per eguagliane il trotto.Simbolo per eccellenza di una cultura rurale da dimenticare. Di fatto l'immaginario dell'asino porta in superficie tutti i tratti meno apprezzati dall'uomo (lento, cocciuto…)
Oggi, però, c'è chi torna a prendersi cura dell'asino (che c'è in lui).Chi ci cammina insieme! Accettando il suo essere diverso da chi galoppa a briglie sciolte...(il destriero). Diverso perchè riflette su tempi e modi armonici.
Diverso quindi prezioso, arricchente.
Sedotto dall'asino (se-durre: portare fuori da sè) perchè ci si riconosce e nutre il desiderio di non rincorrere più i tratti irraggiungibili dell'uomo ma di recuperare quelli tralasciati per ridargli dignità. Per risuonare nella normalità, nella leggerezza, nella goffaggine, nella lentezza, nel dubbio, nell'errore.
Mi piace perciò pensare che rivalutare l'asino è, per chi ne resta sedotto, il riscatto del pregiudizio legato all'asino e del pregiudizio legato alle "diversità' alle "minoranze".
L'asino accoglie ed ha forza sui feriti*!
*chi coltiva idee diverse dalla massa preferendo il cardo, chi china il capo per necessità e non per vergogna o scarsa dignità, chi annusa e poi sceglie e quando sceglie è determinato (non cocciuto)! Avete mai provato a tirare con prepotenza un asino che non vuole attraversare quel guado perche' certo che possa esserci un'altra via? Le tue mani si tagliano e il tuo culo strusc'n terra!
Asini e Persone, quindi, insieme in Cammino. Che rinnovano il patto con la bellezza (la bellezza del somaro), rinnovano la forza e Ragliano!
Un raglio di pancia, espressione di un bisogno e della volonta' di voler dire...insieme. (Come Pinocchio che disperato a causa delle nuove orecchie d'asino le copre con un cappello e ritorna a ridere, per un attimo, solo quando si trova difronte l'amico Lucignolo che ha sul capo le sue stesse orecchie lunghe. Capisce in quell'istante di non essere solo e non si vergogna più di sentirsi “diverso”).
Chiudo gli occhi e magicamente ascolto...Uomini che Ragliano al mondo la loro identita'! IO-ooooooooooooooooooooooooooo……………..
(Nota-curiosità: ONOS, termine greco per dire Asino. Letto al contrario: SONO.
IO-ooo il suo verso. IO-OOO SONO...IO SONO... “IDENTITA'”).
"VIAGGIOLENTO" NEL POLLINO
con il Cantastorie Biagio Accardi e l'Asina Genoveffa (clikka Qui per le info a riguardo)

