Parco Nazionale della Majella

𝗚𝗘𝗢𝗦𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗜𝗠𝗔𝗡𝗔
𝗥𝗼𝗰𝗰𝗮𝗰𝗮𝗿𝗮𝗺𝗮𝗻𝗶𝗰𝗼: 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗹𝗼𝗺𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗮𝗻𝗼𝗿𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼 (𝗴𝗲𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗻. 𝟭𝟱)
In diversi luoghi dell'abitato ad impianto medioevale di Roccacaramanico, frazione di Sant’Eufemia a Maiella, affiorano sedimenti conglomeratici calcarei contenenti microfossili (Sphaeroidinellopsis seminulina) che li fanno attribuire alla base del Pliocene; con un po' di approssimazione, si può dire che essi segnano all’incirca il passaggio tra due epoche geologiche: il Miocene e il Pliocene (circa 5 milioni di anni fa). Grazie alla loro competenza (resistenza), sono stati risparmiati dall’erosione rispetto ai sedimenti argillosi circostanti e si seguono, se pur interrotti e su più livelli, per buona parte del versante sinistro della Valle dell’Orta, permettendo agli studiosi di compiere delle interessanti osservazioni sull’evoluzione tettonica dell’area. Infatti, la giacitura spesso sub-verticale degli strati conglomeratici è indice dell'intensa attività tettonica che ha portato all'orogenesi del Morrone ai cui piedi sorge Roccacaramanico. L’andamento degli strati, talvolta “a soffietto”, rivela almeno due momenti deformativi che hanno coinvolto il Morrone e l’antistante fossa tettonica di Caramanico (oggi incisa dal Fiume Orta). La loro deposizione è avvenuta in mare con flussi densi di correnti di torbida e sono intercalati ai depositi flyschoidi presenti nella valle costituiti in netta prevalenza da argille e in minor misura da arenarie. I conglomerati rappresentano un successivo episodio di sedimentazione più grossolano avvenuto appena prima o in concomitanza con l’orogenesi. I ciottoli che li costituiscono sono stati erosi da strutture calcaree che erano poste a sud est della Maiella. I conglomerati di Roccacaramanico si rinvengono infatti attorno alla Maiella sia ovest come ad est, fino a Pietranico, dove sono stati scavati e utilizzati come vasche per la pigiatura dell’uva. Un ottimo punto di panoramico è Piazza Callarone, una vera e propria “terrazza geologica”, una sorta di osservatorio da cui si scorgono gli strati di conglomerato che spiccano in netto contrasto morfologico con i terreni circostanti e, allo stesso tempo, si ha una delle più belle visuali della Maiella occidentale; praticamente un geosito nel geosito. Da qui, passeggiando per il borgo, i conglomerati si possono “toccare con mano” in diversi punti in quanto ne costituiscono le fondamenta e i blocchi delle sue case, e in particolare in cima all'abitato dietro la chiesa dove si eleva il caratteristico “roccione”. Camminando un po' oltre ancora, non è difficile per geologi e appassionati della materia osservare che gli strati sono posti in giacitura rovesciata evidenziata dalle tipiche impronte di fondo che oggi appaiono a tetto dello strato, pur essendo originariamente il letto. Anche questo è un indice delle forti spinte orogenetiche che hanno portato il Morrone a sovrascorrere verso est sui depositi argillosi della valle (geologicamente un bacino di avanfossa). Stante quanto detto, non è difficile capire perché Roccacaramanico sia stata più volte colpita dai terremoti (nei secoli XV, XVII e XVIII e nel 1915) che, insieme all'emigrazione, hanno portato al suo abbandono nel secolo scorso, finché negli anni Ottanta contava una sola abitante: l’indimenticabile Angiolina. Dai primi anni Novanta, in molti hanno acquistato e ristrutturato le vecchie case in pietra e oggi il borgo, in cui sono bandite le auto, è meta di chi è alla ricerca di un posto tranquillo immerso nella natura dove trascorrere il weekend e le festività, soprattutto d’estate. Tutto il borgo di Roccacaramanico è da considerarsi geosito in quanto è la rappresentazione emblematica di come gli elementi fisici della natura, la roccia, le forze orogenetiche, le bellezze naturali come anche i panorami, condizionano nel bene e nel male la vita dell’Uomo. Accanto al fenomeno dello spopolamento e del successivo ripopolamento, c’è anche da considerare la posizione strategica che l’esistenza dello spuntone roccioso dei conglomerati, immerso in una vallata interessata da frequenti frane, deve aver offerto in passato quale insediamento sicuro al riparo da dissesti e dalle incursioni nemiche (un tempo il borgo era comune). La risorsa pietra, definita una volta “granitino abruzzese” per il suo aspetto e la sua durezza, è stata impiegata sia come resistente materiale da costruzione (es. a Chieti per la scalinata di San Francesco e per tutta la pavimentazione originaria del quartiere di Santa Maria), sia per realizzare macine per mulini che un tempo non mancavano di certo lungo il Fiume Orta. (Testo di Elena Liberatoscioli e Silvano Agostini)

[📌Gli strati rovesciati di conglomerato fuori dall'abitato di Roccacaramanico verso il Morrone, l’altra grande montagna dell’aspirante Geoparco Majella. In foto l’affioramento è visitato da esperti geologi durante la missione di valutazione dell'UNESCO]
[📸 Archivio PNM/Nicola Scalzitti]

𝗚𝗘𝗢𝗦𝗜𝗧𝗘 𝗢𝗙 𝗧𝗛𝗘 𝗪𝗘𝗘𝗞
𝗥𝗼𝗰𝗰𝗮𝗰𝗮𝗿𝗮𝗺𝗮𝗻𝗶𝗰𝗼: 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗹𝗼𝗺𝗲𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗱 𝘃𝗶𝗲𝘄𝗽𝗼𝗶𝗻𝘁 (𝗴𝗲𝗼𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗻𝗿. 𝟭𝟱)
In different places of the medieval settlement of Roccacaramanico, a hamlet of Sant’Eufemia a Maiella, calcareous conglomeratic sediments outcrop. Microfossils content (Sphaeroidinellopsis seminulina) allow us to date them back to the base of the Pliocene; with a little approximation, it can be said that they roughly mark the passage between two geological eras: the Miocene and the Pliocene (about 5 million years ago). Thanks to their competence (resistance), they have been saved from erosion compared to the surrounding clayey sediments and are followed, albeit interrupted and with several levels, for a large part of the Orta Valley left side, allowing scholars to make interesting observations on the tectonic evolution of the area. In fact, the often sub-vertical position of the conglomeratic beds is a testimony of the intense tectonic activity that led to the orogenesis of the Morrone at whose foot Roccacaramanico stands. The arrangement of the beds, sometimes similar to a bellows, reveals at least two deformation episodes that involved the Morrone and the rift valley of Caramanico (today engraved by the Orta River). Conglomerates deposition took place in marine environment due to density flows and turbidity currents and are interspersed with the flysch deposits outcropping in the valley consisting predominantly of clays, and secondly of sandstones. The conglomerates represent a subsequent sedimentation episodes that occurred just before or during the orogenesis. The conglomerates pebbles have been eroded by limestone ridges that were located south east of the Maiella. In fact, the Roccacaramanico Conglomerate are found around the Maiella both west and east, up to Pietranico, where they have been carved and used as vats for grape crushing. An excellent viewpoint is Piazza Callarone, a real "geological terrace", an observatory from which one can see the conglomerate beds that outcrop in clear morphological contrast with the surrounding land and, in the meanwhile, enjoy one of the most beautiful panorama of the western Maiella; practically “a geosite in the geosite”. From here, walking through the village, the conglomerates can be "touched" in different points as they constitute the buildings foundations and blocks, and in particular at the top of the inhabited behind the church where the characteristic "roccione" (big rock) rises. Walking a little further, it is not difficult for geologists and geology lovers to observe the reversed conglomerate beds showing the typical sole marks that today appear on the upper surface of the rock layers, despite being originally on its underside. This is an additional proof of the strong orogenic forces that led the Morrone to overthrust eastwards on the clayey deposits of the valley (geologically a foredeep basin). Given that, it is not difficult to understand why Roccacaramanico has been affected by earthquakes several times (in the XV, XVII and XVIII centuries and in 1915) which, together with emigration, led to its abandonment in the last century, until in the ‘80s it had only one inhabitant: the unforgettable Angiolina. Since the early ‘90s, many people have bought and restored old stone houses and today the village, where cars are banned, is a destination for those looking for a quiet place surrounded by nature to spend weekends and holidays, especially in summer. The whole village of Roccacaramanico is to be considered a geosite as it is the emblematic representation of how the physical elements of nature, namely the rock, the orogenic forces, the natural beauties as well as the views, affect human life for better or for worse. Alongside the phenomenon of depopulation and subsequent repopulation, there is also the strategic position that the existence of the rocky outcrop of conglomerates, immersed in a valley where landslides occur frequently, must have offered in the past a safe settlement sheltered from instability, and from enemy raids (in the past the village was a municipality). The stone resource, once called “granitino abruzzese” (that means more or less “Abruzzo tiny granite”) due to its appearance and its hardness, has been used both as a resistant building material (eg. in Chieti for the stairway of San Francesco and for all the original pave of the Santa Maria quarter), and to make millstones for watermills that once certainly were not lacking along the Orta River. (Text by Elena Liberatoscioli and Silvano Agostini)

[📌Reversed conglomerate beds outside the Roccacaramanico inhabited towards the Morrone, the other largest mountain of the Majella aspiring Geopark. In the photo the outcrop is visited by geologists during the UNESCO evaluation mission.]
]📸 MNP Archive/Nicola Scalzitti]

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